NON C'E' FEDE SENZA LOTTA

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L’IPOCRISIA NON CI APPARTIENE

 

TRATTO DA "NON C'E' FEDE SENZA LOTTA" N°102

 

La settimana scorsa e’ morto Aldo Biscardi. Ovviamente sui media ognuno ha avuto il modo di ricordarlo come meglio credeva. Noi che abbiamo sempre ritenuto lui il padre di questo schifo di calcio che oggigiorno ci ritroviamo, vogliamo ricordarlo a modo nostro.
Aldo Biscardi noi lo ricordiamo come colui che ha speso migliaia di parole contro il nostro movimento. Cavalcando l’onda lunga di un qualsivoglia episodio di violenza avvenuto negli stadi, nel suo “urlatoio”, dai piu’ definito programma, si arrivava a una vera e propria caccia alle streghe, si gridava a pene severe senza uno stralcio di approfondimento su quali reali conseguenze queste pene avrebbero avuto sui cittadini tutti. Ma del resto come il tempo e i fatti hanno dimostrato lui era semplicemente l’ingranaggio di un progetto piu’ ampio di svuotamento soprattutto “cerebrale” del pubblico calcistico, la famosa trasformazione del tifoso cliente dove la passione calcistica non doveva assolutamente trascendere in qualcosa di piu’ vero di un pacchetto di patatine preso al supermarket. Arrivo’ il tempo di calciopoli, dove pur non cambiando nulla (come spesso accade nel bel paese) alcuni nodi vennero al pettine, non a caso frequenti furono le intercettazioni che vennero fuori tra lui e il suo “amicone” Luciano Moggi. Non gridava allo scandalo quando nel 93 la polizia massacro’ Celestino Colombi fuori dallo stadio a Bergamo, nonostante da quella citta’, nella sera successiva all’accaduto, arrivarono tantissime chiamate al suo programma. Non un accenno agli striscioni che le domeniche successive popolavano le curve. Non diverso fu l’atteggiamento per l’assenza di soccorsi per Di Maio ed Alberti a Treviso e La Spezia. Non gridava alla forca quando usci’ fuori lo scandalo di calciopoli, li’ tutti innocenti fino a prova contraria, noi sempre tutti colpevoli. Ma del resto come detto sopra non era stupido e il suo ruolo era chiaro e preciso. Non a caso fu lui il primo a concedere una bella ospitata all’amico Luciano, riabilitandolo di fatto come se nulla fosse accaduto. Per quanto maccheronico il suo modo di fare, rimane di fatto la certezza che quello che ci circonda oggi e’ solo il prolungamento piu’ squallido e ipocrita di quello che lui era.