NON C'E' FEDE SENZA LOTTA

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LA SOLITA STORIA

 

TRATTO DA "NON C'E' FEDE SENZA LOTTA" N°113

 

L'AQUILA - TERAMO 2003/2004

 

La scorsa settimana e’ arrivato il provvedimento di diffida per trenta tifosi della Sambenedettese per i fatti di Vicenza, a fare scalpore e’ il fatto che fra i diffidati compaia il nome di Luca Fanesi, il ragazzo ridotto in fin di vita dal reparto celere presente quel giorno.
Mentre ci informavamo sulla notizia sopracitata ci e’ tornata alla mente l’Aquila. Era il 16 novembre 2003 e quella che aveva preceduto la trasferta al “Fattori” era stata la settimana in cui Francesco ci aveva lasciato, il 12. Eravamo sconvolti, non c’era cosa o passo che non avesse il suo sorriso. A fine partita uno dei nostri ragazzi si era preso la briga di riportare una maglia del Teramo a Francesco, scavalca la vetrata e appena poggia i piedi sul velodromo la celere gli si fa incontro, lui alza le braccia e a sua volta si dirige verso gli sbirri per spiegargli il motivo del gesto, di tutta risposta gli stessi lo prendono a manganellate e una volta a terra continuano ad accanirsi, spezzandogli un ginocchio. Viene soccorso dai giocatori del Teramo ed esce in barella dal campo. Tutto cio’ avviene sotto i nostri occhi e quelli di tutto lo stadio. Il ragazzo viene diffidato e denunciato, gli sbirri invece nonostante le denunce e nonostante le tante testimonianze e il materiale video messo a disposizione dalle televisioni locali non subiranno neanche un processo, perche’ nessun giudice riterra’ opportuno istituire un processo nei confronti di cinque uomini che picchiano un ragazzo con le mani alzate. La foto che vedete in prima pagina e’ di quel giorno.
Tutto questo non per inutili paragoni, ma semplicemente per spiegare perche’ certe cose non ci stupiscono. Averle vissute sulla propria pelle e averle viste con i propri occhi aumentano solo ed esclusivamente la consapevolezza di una storia che non cambia mai. Stupirsi significa continuare a credere, sperare che faccia giustizia chi attraverso repressione e ingiustizia preserva il proprio potere. Solo quando tutti inizieremo ad avere coscienza dell’ingiustizia che sempre ci circonda, allora forse qualcosa cambiera’.