NON C'E' FEDE SENZA LOTTA

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DAVIDE LIBERO











RAGAZZI INNOCENTI CARCERATE... ANCORA FATE CERTE SCENEGGIATE?

 

TRATTO DA NON C'E' FEDE SENZA LOTTA N°108

 

Il 2 febbraio 2OO7, per gli arcinoti fatti di Catania, rappresenta una data epocale per il nostro movimento. Da quella sera, per chi come noi vive lo stadio, nulla e’ stato piu’ come prima. In questi anni abbiamo tante volte parlato di quella sera, abbiamo prodotto un film documentario, che vi invitiamo a vedere (lo trovate su: contraccolpo.net, you-tube e you-reporter dal titolo “Speziale Libero”), avvalorando in particolare la tesi che fin dai primi giorni avevamo percepito: qualcuno ci ha guadagnato. I fatti di quella sera hanno portato a una condanna, fino all’ultimo grado di giudizio, di due ragazzi innocenti. La loro innocenza non siamo noi a proclamarla e’ nelle prove che il dibattimento processuale ha prodotto, che gli inquirenti non hanno voluto prendere in considerazione ma dove chiaramente si evince che a uccidere l’ispettore Raciti quella sera fu un discovery della Polizia in retromarcia. I capri espiatori sono serviti a chi da quella storia doveva trarre il massimo profitto dando una spallata definitiva al movimento Ultras, trovare linfa, soprattutto mediatica, per produrre un pacchetto di leggi anticostituzionali, che usa la violenza come boccone da dare in pasto all’opinione pubblica, ma il cui reale interesse e’ colpire tutto cio’ che riguarda l’aggregazione e il tifo da stadio, scomodo se si vuole ridurre gli appassionati di calcio in clienti di sale scommesse e pay-tv.

 

 

Poco prima di natale e’ stata concessa la semiliberta’ a uno dei due condannati, Daniele Micale, l’altro e’ Antonino Speziale, per semiliberta’ si intende che esce la mattina, va a lavorare e la sera torna in carcere. In seguito a questa cosa, ovvia per chi ha una condanna a undici anni e ha gia’ scontato meta’ della pena, la vedova Raciti tale Marisa Grasso insieme al sindacalista Gianni Tonelli del Sap (Sindacato Autonomo di Polizia), del quale piu’ volte abbiamo gia’ parlato, hanno proclamato uno sciopero della fame. Per protestare contro il provvedimento di semiliberta’ che ritengono ingiusto (!?). La signora Marisa Grasso in questi anni piu’ che cercare giustizia per il marito, senza aspettare nessun grado di giudizio e senza prendere mai in considerazione tutti gli sviluppi processuali, ha preferito fin da subito fare la starlet televisiva demonizzando ovunque il movimento Ultras. Tonelli e’ il segretario di un sindacato che ha accolto con una standing ovation quattro merde in divisa che hanno ammazzato un ragazzo di diciott’anni, basta caricare il suo nome su internet per farsi una idea del suo senso di “giustizia” quando essa viene reclamata da chi ha perso i propri cari sotto le mani di soggetti in divisa che facevano il loro “dovere”. Sentire parlare codesti soggetti di giustizia e’ assurdo. Non crediamo di dover aggiungere altro a questi teatranti, che hanno avuto la loro solita visibilita’ mediatica a differenza dei processi e delle prove che continuano, nel silenzio generale, a tenere due innocenti in galera da undici anni. Per quanto ci riguarda tutto questo accresce ancora di piu’ in noi la consapevolezza che anche oggi a distanza di undici anni ognuno continua a tenere la propria “parte”, perche’ il mondo ultras andava criminalizzato e da quel 2 Febbraio qualcuno ci ha guadagnato.