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Piacenza: “Mi hanno picchiato in questura”, 22enne denuncia poliziotti

 

FONTE:La Repubblica

 

Il ragazzo, fermato per possesso di droga, racconta di un pestaggio dopo un diverbio con un agente. I poliziotti sostengono di aver cercato di arginare “la sua furia violenta”. Il giudice delle direttissime di Piacenza ha creduto alla versione delle forze dell’ordine.
“Picchiato in questura”, ma anche “arrestato e denunciato per resistenza e lesioni a pubblico ufficiale”. È una storia dai contorni ancora da definire quella che lunedì 19 novembre ha visto due giovani, fermati a Piacenza dalla polizia per possesso di stupefacenti (3,2 grammi di marijuana in tutto) e portati in questura. Da qui uno dei due è uscito con lesioni perché “vittima di una brutale aggressione da parte degli agenti di polizia” come ha raccontato il protagonista di questa storia. Durante una conferenza stampa a Palazzo di Giustizia a Milano, i due ragazzi, assistiti dagli avvocati Eugenio Losco e Mauro Straini, hanno ricostruito i fatti secondo la loro versione, molto diversa da quella riportata nel verbale di arresto redatto dalla Questura di Piacenza.
Tutto inizia il mattino alle 11.10 in viale Patrioti, dopo un controllo degli agenti che trovano due spinelli all’interno della macchina dei due ragazzi (un italiano di 26 anni e un 22enne egiziano). I due giovani vengono portati in questura e lì cominciano i problemi. Durante il foto-segnalamento il più giovane ha un diverbio con un agente. Secondo quanto raccontato dal ragazzo insieme ai suoi avvocati, rivolgendosi a uno dei poliziotti avrebbe esclamato “Perché non vai ad arrestare tua cognata, anche lei fuma gli spinelli”.
Se sulla frase le due versioni sono (più o meno) concordi è su quanto accaduto dopo che divergono completamente: quello che raccontano i giovani è che il poliziotto a cui era rivolta la frase sarebbe scattato sulla sedia e avrebbe preso per il collo il ragazzo, scaraventandolo al muro e facendogli sbattere la testa. Da lì sarebbe partito un vero e proprio pestaggio, con calci e pugni a opera di sei persone, tutti contro l’egiziano. L’altro fermato sarebbe stato allontanato in un’altra stanza, “mentre sentivo le urla del mio amico e i calci e i pugni che gli sferravano”, ha raccontato davanti ai giornalisti.
Dalla sua il giovane ha un referto medico – rilasciato dall’ospedale di Piacenza soltanto il giorno dopo i fatti – che riporta come diagnosi uno pneumotorace (ferita al petto) e una lesione all’occhio destro con prognosi di 15 giorni, entrambe lesioni compatibili con calci e pugni. Non solo. Dopo il pestaggio il ragazzo sostiene di essere stato mandato in camera di sicurezza, dove avrebbe trascorso tutta la notte nonostante i dolori al petto e le richieste di poter essere visitato da un medico.
La versione inserita nel verbale è invece molto diversa. Secondo gli agenti infatti l’arrestato avrebbe avuto da subito un comportamento aggressivo, trasformandosi in una furia e colpendo al volto con un pugno lo stesso poliziotto a cui era rivolta la frase sulla cognata e poi con un calcio al petto. Il ragazzo avrebbe addirittura lanciato una sedia contro i poliziotti. Sempre nel verbale si fa riferimento all’appartenenza del ragazzo – che è incensurato ed è assunto con un contratto a tempo indeterminato in un magazzino del settore logistica – al sindacato dei SiCobas e alla sua partecipazione alla manifestazione del 10 febbraio di quest’anno conclusasi con il ferimento di un carabiniere: fatti da cui però risulta estraneo.
Martedì il giovane e l’agente sono stati ascoltati dal giudice per le direttissime al tribunale di Piacenza. Il quale nell’ordinanza di convalida dell’arresto ha scritto che “non ci sono elementi che confutino quanto riferito” dagli agenti e “appare del tutto inverosimile che un pestaggio sia stato consumato alla presenza di un testimone oculare”. I giovani, una volta usciti dal tribunale hanno sporto denuncia ai Carabinieri di Piacenza. Nel frattempo il 22enne è stato raggiunto anche da un avviso orale del Questore di Piacenza. Mentre si attendono gli sviluppi della denuncia sporta ai Carabinieri, i due saranno di nuovo davanti al giudice il prossimo 25 gennaio.

 

Luca De Vito