| Giustizia minorile, Antigone: “Non c’è un’emergenza criminalità, ma un’espansione della risposta penale” |
FONTE:ragazzidentro.it |
Presentato l’VIII Rapporto: dal Decreto Caivano in poi crescono le misure custodiali e gli ingressi negli Ipm. Aumenta l’allarme, non i reati. |
Non un’esplosione della criminalità minorile, ma un allargamento dell’area penale. È questo il cuore dell’VIII Rapporto sulla giustizia minorile presentato il 24 febbraio da Antigone, dal titolo emblematico: “Io non ti credo più”. Un monitoraggio sistematico di tutti gli Istituti penali per minorenni (Ipm), accompagnato da dati, statistiche e storie raccolte sul campo, che racconta un sistema sempre più orientato alla custodia e sempre meno alla centralità educativa. |
A questo link la cartella stampa completa: |
I numeri: cresce l’allarme, non i reati |
Nel 2024 le segnalazioni di minorenni sono aumentate di quasi il 17%. Ma il dato cambia se si guarda più a fondo: l’incremento scende al 12% considerando le prese in carico da parte dell’autorità giudiziaria, e si riduce al 2% guardando agli ingressi effettivi nel sistema della giustizia minorile. |
L’effetto del Decreto Caivano |
Il punto di svolta, secondo le curatrici del Rapporto, è stato il cosiddetto Decreto Caivano, che ha ampliato le possibilità di intervento custodiale e irrigidito le misure cautelari. “Ha segnato una svolta simbolica e sostanziale”, ha spiegato la ricercatrice Sofia Antonelli. “Strumenti temporanei sono diventati percorsi spesso definitivi verso il carcere”. |
La questione dei minori stranieri |
Particolarmente critica la situazione dei giovani stranieri. “La loro sovra-rappresentazione nei servizi residenziali e negli Ipm è il segno di una selezione che colpisce chi ha meno risorse sociali e familiari”, ha spiegato Rachele Stroppa, tra le curatrici del Rapporto. “Non è solo una questione di reato, ma di marginalità”. |
Le ombre: Beccaria, suicidi, proteste |
L’ultimo biennio è stato segnato anche da episodi gravissimi: le presunte torture all’Ipm Beccaria di Milano, per cui è in corso un procedimento; il suicidio di un giovanissimo ragazzo a Treviso; le proteste interne agli istituti, trattate prevalentemente come fenomeni disciplinari o criminali, e non come segnali di disagio profondo. |
Dall’educazione al controllo |
Il messaggio del Rapporto è chiaro: non siamo davanti a un’ondata di criminalità giovanile fuori controllo, ma a una trasformazione culturale e politica della risposta pubblica. L’area penale si espande dove prima intervenivano scuola, servizi sociali, comunità educative. |