NON C'E' FEDE SENZA LOTTA

26 MARZO 2000

LA GENESI DELLA REPRESSIONE

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SPEZIALELIBERO

DAVIDE LIBERO











Le vite di troppo. La tanatopolitica dello Stato penale

 

FONTE:effimera.org

 

A proposito del caso Fakir e dintorni. La tanatopolitica del dispotismo

 

Fakir, Magherini, Aldrovandi, Cucchi, Uva e tanti altri sono stati fatti morire o lasciati morire nelle strade, nelle carceri e nei CPR con modalità simili a quelle che si ripetono per mano dell’ICE di Trump o col genocidio dei palestinesi da parte dei militari israeliani. È la tanatopolitica per eliminare l’“umanità in eccesso”, superflua, le waste lives descritte da Bauman che non ha avuto il tempo di vedere questa nuova “soluzione finale”.

È l’immancabile approdo della controrivoluzione liberista che ha sistematicamente smantellato i servizi sociali e della sanità pubblica conferendo alle polizie sempre maggiori privilegi e poteri per quest’opera di pulizia, organizzata dal dispotismo al potere a beneficio dei dominanti.

Una pulizia che accompagna i femminicidi, gli assassinii dei caporali e quelli dei padroncini e dei gioiellieri di turno che sparano suscitando il tripudio del popolo reazionario capeggiato della signora Meloni e dai suoi accoliti, così come fanno i despoti altrove.

Una situazione aggravata dall’assenza di ispettori del lavoro o della sanità pubblica (i servizi PSAL delle ASL), di assistenti sociali ed educatori di strada, di personale socio-sanitario, di presidii per persone affette da disagio psichico (quelli che prevedeva la legge Basaglia nei quartieri), di seri mediatori per la gestione pacifica di ogni emergenza e conflittualità presunta o reale e quindi per la prevenzione.

Prevale invece l’agire di polizie istigate a usare modalità sbrigative, brutali, sino alle torture e all’omicidio (sempre più frequente dopo il G8 di Genova). Polizie sempre più aizzate contro immigrati, marginali, malati psichiatrici e presunti sovversivi di cui si riempiono le carceri dove è possibile la somministrazione del colpo finale. Si vedano, a titolo d’esempio, la richiesta del PM nel processo ai 106 imputati per i fatti del carcere di Santa Maria Capua Vetere e quelle per i fatti simili in tante altre carceri compresi quelle per minorenni fra le quali il Beccaria e l’IPM Casal del Marmo (cfr. carceri minorili: violenze e torture) e vari articoli di Antigone, NO CPR, Morire di carcere, aggiornamenti al 17 luglio 2026 di Ristretti Orizzonti e altre associazioni. E il ministro Piantedosi vuole prescrivere l’uso del taser anche da parte delle polizie locali.

A tale scopo l’attuale governo ha varato numerosi decreti sicurezza, tra cui il cosiddetto “scudo penale” per la difesa dell’azione di polizia a prescindere dal suo agire. A ciò si è aggiunta anche la carcerazione dei minorenni accusati di reati (vedi Volerelaluna e i penalisti sull’incostituzionalità delle nuove norme sui minori e Livio Pepino sul manifesto).

La società italiana e quasi tutto il mondo stanno sprofondando in quest’orribile congiuntura che non fa intravedere nulla di buono per la maggioranza degli anziani, delle donne e dei giovani italiani e soprattutto degli immigrati già soggetti a super-sfruttamento, abusi, brutalità e perfino omicidi da parte delle polizie e di squadristi e caporali.

Le resistenze non mancano. Ma si è lungi da una rivolta popolare in grado di rovesciare l’attuale maggioranza parlamentare reazionaria, che si ispira al dispotismo di Trump e al genocidio dei palestinesi voluto da Netanyahu, e approva il destino di morte dei migranti e di quelli che i dominanti relegano fra gli indesiderabili.

Ma la resistenza è una questione di sopravvivenza, non potrà mai spegnersi. Non speriamo, né disperiamo. Non imploriamo pietà, né compassione. Sosteniamo sempre e ovunque ogni sorta di resistenza, passiva e combattente.

Fra i 300 mila contro il G8 di Genova, nel 2001, c’erano suore, preti, pacifisti puri e anche resistenti attivi in reazione alle brutalità illegittime delle polizie. Fu questa grande mobilitazione collettiva a scatenare le violenze poliziesche sino alle torture e all’omicidio di Carlo: i dominanti pretendono fare e disfare a prescindere dal cosiddetto stato di diritto democratico che auspicavano i sinceri liberal-democratici del XIX e XX secolo.

Ricordiamo fra altri, Schumpeter che era contro la guerra perché non è una modalità di “distruzione creativa” ma devastazione e sterminio sino al genocidio ancora di più con le guerre permanenti recenti e attuali).

La controrivoluzione liberista impone la guerra come la modalità più redditizia per consumare la produzione militare che si intreccia con la speculazione finanziaria e la produzione delle nuove tecnologie sin dalla cosiddetta Revolution in Military Affairs che si coniuga con quella dei Police Affairs. C’è omologazione fra l’agire militare e quello delle polizie sia nelle diverse missioni militari all’estero (39 quelle italiane nei vari teatri di guerra) che nell’agire quotidiano della forza pubblica che spesso ricorre a modalità poco pacifiche o umanitarie.

Come diceva Pasolini “diffidate degli spacciatori di speranze”. Sarà dura! Ma, insieme, i resistenti pacifici e combattenti riusciranno a conquistare risultati positivi e a creare anche spazi di libertà, di lavoro e di vita effettivamente dignitosi e persino felici per tutti gli esseri umani che se lo meritano.

 

Salvatore Palidda