| Il reato di tifare Savoia e la schizofrenia del potere |
FONTE: Sport People |
È uscito, nella giornata di ieri, un comunicato a firma Ultras Savoia che accende i riflettori su un altro assurdo colpo di testa securitario in quel di Torre Annunziata. La questione parte da molto più lontano, nello specifico da Savoia-Sancataldese, giornata storica e di grande gioia per il popolo savoiardo che festeggiava il ritorno in Serie C. L’eccezionalità dell’evento aveva portato in pochissimo tempo a polverizzare tutti i biglietti disponibili. Qualcuno aveva poi cercato di forzare il sistema, barando sulla residenza e accaparrandosi qualcuno degli ultimi tagliandi rimasti: quelli del settore ospiti, che in teoria erano riservati ai soli abitanti siciliani. La discrepanza è stata presto notata quando anche la richiesta di quei titoli d’accesso ha cominciato a salire, al che – con grande acume e sensibilità, bisogna dirlo – la società, nella persona del presidente Nazario Matachione, che via web alludeva al lavoro congiunto con il dirigente della PS Francesco Cerciello, ha operato saggiamente in termini preventivi, evitando criticità: i sancataldesi sono stati spostati nell’abituale settore cuscinetto e il tradizionale settore ospiti è stato ufficialmente aperto ai locali. Tutto bene quel che finisce bene, tutti felici, grande giornata di sport, cordialità con gli avversari, Savoia promosso e apoteosi finale dopo il triplice fischio. Se non fosse che ora, a distanza di mesi, gli Ultras Savoia danno appunto notizia di questo stillicidio: le 400 persone che avevano acquistato il biglietto nel settore ospiti (alcuni abusivamente, altri in realtà “legalmente” dopo l’apertura della società) sono state raggiunte da comunicazione di procedimento amministrativo, al quale verosimilmente potrebbe seguire Daspo. Ora, posto che trattasi per lo più di occasionali che, a differenza degli habitué, non hanno trovato sistemazione e agli ultras potrebbe interessare il giusto, in realtà è importantissimo che nessuno giri la testa. Come invero è successo spesso a parti invertite, quando il tifo organizzato è stato colpito dall’uso contundente della Legge. Prima per gli ultrà, poi per tutta la città, ma lasciamo perdere, non è questo il punto. Il punto è che, facendo paragoni arditi, il popolo delle Curve era abituato a questo infame stillicidio, ma qui hanno vergognosamente cominciato a sparare anche sui civili. Sono movimenti posizionali della politica contro la proprietà savoiarda che non a tutti aggrada? Sono segnali più alti in cui si traccia una linea di non demarcabilità per tutte le tifoserie dell’area metropolitana, la cui maggiore e più nota è da qualche tempo protagonista di dure contrapposizioni con l’altrettanto noto imprenditore cinematografico? Onestamente il sottotesto non dovrebbe interessare nessuno: quel che è imprescindibile è che certi precedenti non diventino giurisprudenza, perché già siamo ben oltre lo Stato di Polizia, e con questi ulteriori step rischiamo davvero di superare ogni limite fra l’esercizio della legalità e la società del terrore. Perdonate la lunga digressione: a margine e in immagine il comunicato degli ultras. |
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