Il 25 Settembre scorso e’ stato il ventunesimo anniversario della scomparsa di Federico Aldrovandi, un ragazzo di 18 anni ferrarese che in quella notte del 2005 venne ucciso da 4 agenti della Polizia di Stato: Enzo Pontani, Luca Pollastri, Paolo Forlani e Monica Segatto, durante un controllo di polizia. La morte di Federico avvenne in seguito a un pestaggio, come ha dimostrato un lungo iter processuale, che solo grazie alla caparbieta’ della famiglia e’ giunto alla verita’; come sempre accade quando ad essere coinvolti sono gli sbirri, giungere alla verita’ e stato difficile come ha dimostrato un'altra inchiesta, nella quale sono stati condannati altri tre poliziotti della questura ferrarese (Paolo Marino, Marcello Bulgarelli, Marco Pirani) era in atto da parte della questura stessa un vero e proprio depistaggio delle indagini. Per approfondire la storia di Federico Aldrovandi, per chi non la conosce, vi invitiamo a vedere il documentario “E’ Stato morto un ragazzo” facilmente reperibile su internet. Oltre a voler ricordare, per non dimenticare, la storia di Federico Aldrovandi vorremmo porre l’accento su quello che e’ successo a Ferrara nei giorni scorsi, successivi al suo ventunesimo anniversario. Da sempre la Curva Ovest della Spal si e’ schierata a sostegno della famiglia e della ricerca della verita’, da vent’anni un bandierone con il viso di Federico Aldrovandi sventola nella curva stessa e ovunque la Spal gioca e gia’ in passato avevamo denunciato dalle pagine di questa fanzine che in alcuni stadi avevano avuto problemi a portarlo dentro perche’ qualche solerte “tutore del pubblico ordine” ne aveva vietato l’accesso. In occasione della prima partita casalinga della Spal, che oggi gioca in Eccellenza emiliana, successiva all’anniversario, come ogni anno, la Curva Ovest di Ferrara voleva ricordare Federico Aldrovandi. Abbiamo deciso di riportare in calce il comunicato degli Ultras spallini, dove si evidenzia la chiara volonta’ degli sbirri locali - con lo spalleggiamento dei vertici pallonari – a ostacolare il ricordo di questo ragazzo e di conseguenza tentare di cancellare dalla memoria collettiva l’omicidio che loro stessi hanno compiuto e in ogni modo hanno cercato di insabbiare.
“Purtroppo siamo ancora una volta costretti a rendere noto alla nostra tifoseria e anche all’Italia intera l’ennesimo delirio repressivo di cui Curva Ovest e’ stata vittima a causa di un tentativo di ricordare Federico Aldrovandi. In occasione di S.P.A.L. – Vianese, la partita piu’ prossima alla ricorrenza della morte di Federico, oltre alla coreografia per l’ovetto, avevamo allestito una lettura per commemorare il ventunesimo anniversario di questa tragedia, da tenere durante l’intervallo. Si tratta della lettura di una serie di frasi che gli alunni di una classe elementare della nostra citta’ avevano dedicato a Federico e che erano comparse nel libricino di “Curva Ovest in Festa” dell’anno scorso. Perche’ il messaggio fosse ancora piu’ autentico, le frasi sarebbero state lette in mezzo al campo proprio dai bambini. Ed ecco che improvvisamente accade una cosa inaspettata, indegna per un paese sedicente civile come il nostro. Nella giornata di ieri venivamo messi a conoscenza dallo SLO che le frasi non erano state gradite dalla Questura di Ferrara e che quindi ci veniva vietata l’intera iniziativa. In mattinata intercedeva per risolvere la situazione la societa’ S.P.A.L. nella persona di Bonnici, il quale si recava in questura per dirimere il problema. Nel primo pomeriggio Bonnici ci chiamava confermandoci non solo la contrarieta’ della Questura, ma anche della Lega. Nello specifico il Questore di Ferrara asseriva come motivazione che le frasi istigavano la violenza (sono frasi scritte da bambini!) e che avrebbe preso provvedimenti ostativi della liberta’ individuale nel caso in cui la lettura si fosse svolta. La Lega invece, dal canto suo, ha avvisato la societa’ S.P.A.L. che nel caso in cui avesse dato il suo benestare a questa iniziativa, sarebbe stata punita anche dal punto di vista sportivo, con dei punti di penalizzazione! Sempre nella giornata di ieri, in tarda serata, venivamo messi a conoscenza dalla società S.P.A.L. che la Questura aveva inoltrato un documento scritto che conteneva il divieto con le relative motivazioni. Abbiamo ovviamente chiesto di poterlo visionare, ma la societa’ ci informava che la Questura aveva secretato l’atto e quindi non poteva divulgarlo. Quindi non solo l’iniziativa è vietata, è vietato anche consultare il documento ufficiale che contiene il divieto! A questo punto sorgono spontanee numerose domande. Perché il ricordo di Federico Aldrovandi a distanza di 21 anni fa ancora paura? Perché in uno stato civile dove la liberta’ di parola dovrebbe essere garantita viene invece bandita, addirittura ad un bambino? Perche’ una verita’ attestata nei tribunali non puo’ essere raccontata? Fin quanto continuera’ questa violenza? Purtroppo dobbiamo anche segnalare e riportare alla tifoseria il totale immobilismo della societa’ S.P.A.L., la quale, durante tutta la faccenda, si e’ dimostrata sorda alle nostre richieste e non ha profuso il giusto impegno che la causa meritava, preferendo mantenere un rapporto cordiale con la Questura a detrimento di noi tifosi, l’unico vero cuore pulsante della S.P.A.L.. Ci rendiamo conto della delicatezza della situazione e del ruolo difficile che la società ha in questi frangenti. Ma non possiamo tollerare che si antepongano le imposizioni deliranti della Questura a un’iniziativa dei tifosi del tutto innocua e pacifica. Ci auguriamo che i dirigenti societari facciano tesoro di questo sbaglio e che in futuro profondano la giusta attenzione che situazioni importanti come questa impongono. A malincuore, a seguito di questo ennesimo delirio repressivo, abbiamo preso la decisione drastica di annullare la coreografia prevista per l’ovetto Siamo i primi ad essere addolorati per questa decisione. E’ da tre mesi che aspettiamo di ritornare in curva ovest per celebrare in grande stile il ritorno del nostro storico marchio ed è tutta la settimana che ci incontriamo ogni giorno per portarla a termine nel migliore dei modi, ma la nostra dignità viene prima di qualsiasi cosa e nessuno di noi se la sente di celebrare un momento di festa quando da festeggiare non c’è proprio niente. Non siamo infatti disposti a sacrificare sull’altare del tifo il nostro pensiero, i nostri ideali, la nostra liberta’. Per ovviare a questo diniego, abbiamo proposto ai genitori dei bambini di far eseguire ai propri figli la lettura sulla balaustra in curva al megafono. Tuttavia questi hanno comprensibilmente declinato l’invito a causa del clima di terrore messo in atto dalla Questura di Ferrara, temendo anche possibili conseguenze, che, si sa, in questi casi sono sempre dietro l’angolo. L’ultimo pensiero di questo comunicato va proprio alla Questura di Ferrara. Avete miseramente fallito. Ancora una volta. Ancora una volta volevate annichilire, insabbiare e nascondere una storia di cui siete stati i principali attori in negativo. Ci volevate fasciare la bocca. Ci volevate in silenzio. Vi risponderemo con il nostro orgoglio. Canteremo ancora più forte. L’amore per Federico che si dispiega. Quattromila voci che si uniscono. Un popolo che si schiera dalla parte della verita’. Non vincerete. Non vincerete mai. Aldro Vive con noi!" |