NON C'E' FEDE SENZA LOTTA

LA GENESI DELLA REPRESSIONE

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Protesta contro l' ipocrita divieto

 

All’andata gli ultrà amaranto presero una decisione analoga. E domani scenderanno in piazza per protesta contro questo divieto PISA- Sabato c’è il derby, e Maroni riesce nel miracolo di mettere d’accordo tifosi pisani e livornesi. «Noi restiamo tutti fuori, questo non è un derby. E nessuno di quelli che decideranno di vedere la partita si permetta di offendere gli amaranto».
Nei giorni scorsi gli ultras nerazzurri avevano anticipato la loro linea: «Che derby è senza avversari? Non è giusto negare ai tifosi del Livorno la partita di sabato. La gara è riservata agli abbonati? Noi lo siamo, tutti, ma quel giorno verrebbe voglia di strapparlo, l’abbonamento».
In effetti la decisione del Viminale, ufficializzata dalla prefettura di Pisa nei giorni scorsi, trasforma una partita “caldissima” da 16mila spettatori (13mila pisani e 3mila ospiti) in un match ambientalmente "annacquato", riservandolo ai 7.505 pisani possessori della tessera annuale. E chi non aveva i soldi per pagare tutta la stagione è escluso: pisano o livornese, non importa.
Esattamente come nella partita di andata. Allora - era il 20 settembre - gli ultras amaranto si ribellarono: «I pisani non sono ammessi? Non entriamo neanche noi». Mentre i pisani si "limitarono" a scortare la loro squadra per un bel pezzo di strada verso Livorno, finché furono bloccati al casello autostradale. E alcuni gruppi arrivarono clandestinamente nella città "rivale" per esporre striscioni nei punti nevralgici, non contro il Livorno ma contro il divieto.
E oggi arriva la decisione per il retour match: i gruppi della Curva Nord Maurizio Alberti sabato non entreranno dentro lo stadio, delimitando il settore centrale della Curva Nord in modo che resti vuoto. «Noi, che siamo tutti abbonati, resteremo fuori - avvertono - Che razza di derby è un Pisa-Livorno con sole 7000 persone e senza tifoseria ospite? Tutti questi assurdi divieti, tutti questi decreti e la continua repressione stanno uccidendo la parte più bella di partite come queste, e del calcio in generale: il tifo, le coreografie, il confronto, gli sfottò e il campanilismo che le contraddistingue e le rende speciali».
I tifosi hanno anche voluto precisare che in concomitanza della partita di andata raggiunsero Livorno solo per attaccare degli striscioni con su scritto "Senza tifosi e colore questo è il derby della repressione": «Il Prefetto invece, per addurre giustificazioni ulteriori al divieto, dichiarò che attaccammo striscioni offensivi nei riguardi della città di Livorno».
Come funzionerà la protesta? Durante i 90 minuti di gioco fuori dallo stadio verrà allestito un impianto sonoro per ascoltare la partita e verrà offerta birra: «Invitiamo la tifoseria nerazzurra a unirsi alla nostra protesta e a rimanere fuori dallo stadio insieme a noi, ricordando che nella partita di andata i livornesi fecero altrettanto. Non ostacoleremo chi vorrà entrare, ma pretendiamo che sia rispettato lo spazio vuoto in mezzo alla Curva Nord e che non vengano rivolti ridicoli cori offensivi verso un settore ospiti vuoto e verso una tifoseria cui è stata interdetta la presenza da un’assurda decisione che fa solo il male del calcio».
La mobilitazione anti-divieto prosegue anche a Livorno: domani alle 18, in piazza Attias, la protesta contro la decisione di negare ai livornesi la possibilità di gustarsi la partita di Pisa. "Cuore, impeto e rabbia: riportiamo il derby a Livorno" è lo slogan adottato dai ragazzi della curva Nord amaranto: «Chiediamo a tutti i tifosi del Livorno di essere presenti per far sentire la nostra voce».