NON C'E' FEDE SENZA LOTTA

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SPEZIALELIBERO

DAVIDE LIBERO

TERAMO SOLIDALE











UN POPOLO CHE NON CONOSCE IL PROPRIO PASSATO NON HA FUTURO (terza parte)

 

PERIODO ROMANO (seconda parte)

 

TRATTO DA "NON C'E' FEDE SENZA LOTTA" N°101

 

In seguito alla guerra sociale, fu concessa la cittadinanza e l’Italia peninsulare divenne ager romanus. Il territorio venne riorganizzato col sistema dei municipia e nelle comunita’ italiche venne avviato un grande processo di urbanizzazione che si sviluppo’ lungo tutto il I secolo a.C., poiche’ l'esercizio dei diritti civici richiedeva specifiche strutture urbane (foro, tempio della triade capitolina, luogo di riunione per il senato locale). La nostra Interamnia Praetutiorum riaquisi’ il suo status di Municipio, per concessione di Giulio Cesare. Con il passaggio di Roma dal sistema governativo repubblicano a quello imperiale ci fu una suddivisione territoriale della penisola, e come capitale del Pretutium la nostra citta’ venne inserita nella V regio Picenum.

 

 

Tale territorio (guarda la cartina) corrispondeva al territorio delle attuali Marche (a sud del fiume Esino) e dell’attuale Abruzzo (tutta l'attuale provincia di Teramo e parte dell' attuale provincia di Pescara), compreso grosso modo tra il fiume Esino a Nord, l'Adriatico ad Est, l'Appennino a Ovest e il fiume Saline a Sud. Questo fu un periodo di particolare sviluppo per la nostra citta’, fino al I secolo d.c., in particolare sotto l’imperatore Adriano; ancora presenti ai giorni nostri le testimonianze di tale periodo sono l’Anfiteatro e il Teatro. Nonostante le devastazioni che la nostra citta’ ha subito nel corso dei secoli queste due strutture sono rimaste le uniche testimonianze di tale periodo. Allo stesso periodo e’ risalente la domus e il mosaico del Leone rinvenuto nel Palazzo Savini nel I89I. (continua)