NON C'E' FEDE SENZA LOTTA

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VERITA’ PER LUCA FANESI!

 

TRATTO DA "NON C'E' FEDE SENZA LOTTA" N°105

 

E’ il 5 novembre scorso, la gara tra il Vicenza e la Sambenedettese e’ appena finita. Mentre i sambenedettesi incolonnati con i mezzi lasciano il Romeo Menti un gruppo di vicentini cerca il contatto, ne nasce qualcosa che dura qualche minuto, la polizia interviene subito con cariche da una parte e dall’altra. In questi momenti avviene qualcosa di poco chiaro che tiene Luca Fanesi, sambenedettese di 44 anni, ricoverato al San Bortolo di Vicenza in coma da quel giorno. Le versioni sono diverse, discordanti, con il passare delle ore quelle ufficiali appaiono anche al quanto colorite. La prima versione ufficiale della polizia la trasmette l’Ansa alle ore 2I,25:“La polizia e’ intervenuta evitando il contatto tra le tifoserie, ma nel parapiglia un tifoso marchigiano e’ scivolato a terra battendo la testa e riportando una ferita al capo, tale da richiedere l’intervento di un’ambulanza”. Luca arriva all’ospedale ancora vigile e riferisce ai medici di essere stato colpito dalla polizia.

 

 

Varie sono le testimonianze di tifosi della Samb che riferiscono di aver visto Luca essere stato colpito da manganellate, anche quando era a terra. A rendere pittoresca la narrazione dei fatti da parte della polizia non ci sono solo le testimonianze, ma lo stesso referto clinico fa pensare che le cose siano andate in modo diverso. Se cadi e sbatti la testa la batti in un punto e non in 4 quattro punti diversi, infatti il referto clinico parla di 4 fratture rilevate: “1)frattura a decorso longitudinale della mastoide di destra, 2)frattura peritura lambdoidea di destra estesa alla squama dell’occipitale, 3)frattura della squama del temporale di destra, 4)frattura delle ali dello sfenoide di destra e della parete laterale destra del seno sferoidale”.

 

 

Questo non solo apre uno scenario diverso sul fatto che Luca sia stato colpito, ma e’ ripetutamente colpito, non solo quattro volte. Nel referto si legge anche che: “oltre ai problemi relativi alla perdita di sangue (Luca e’ un cardiopatico prende dei medicinali anti-coagulanti che favoriscono una fuori uscita di sangue superiore al normale) e focolai contusivo-emorragici in sede fronto-basale”. Cio’ significa che e’ stato colpito anche nella zona frontale pur non riportando fratture. Nella ricostruzione fatta dalla polizia nei giorni successivi all’accaduto, la stessa inoltre avrebbe detto che Luca e’ scivolato da solo sul marciapiede andando a battere la testa su un cancello. Noi ci siamo documentati (vedi link: https://www.rivieraoggi.it/2017/11/23/254482/inchiesta-e-un-modesto-cancello-o-una-tremenda-massicciata/) e abbiamo visto quel cancello di viale Trisino a Vicenza. E’ davvero difficile immaginarsi che quel cancello abbia potuto provocare cio’ che ha riportato Luca.

 

 

Viviamo in un’epoca storica nella quale tutto viene continuamente documentato e ripreso. E’ mai possibile che ogniqualvolta avvengano queste cose non c’e’ uno straccio di video? Possibile che tra il servizio d’ordine non ci fosse un agente della scientifica con la telecamera? Se e’ andata come dicono loro che problema hanno a mostrarlo? Quella di Luca sembra solo l’ennesima storia gia’ sentita: di gente che scivola, gente che sbatte da sola ripetutamente la testa. Quella di Luca e’ il solito abuso di un silenzio che squarcia, basta pensare a quanto silenzio c’e’ attorno a questa storia da parte dei media. Pensate che sarebbe stato uguale se Luca fosse stato colpito da un tifoso del Vicenza o davvero fosse scivolato da solo? A quest’ora banchetti “d’esperti” e puttane d’alto bordo sarebbero li’, nei loro candidi studi televisivi a sputare le loro sentenze. Avrebbero riempito i loro palinsesti per intere settimane e invece tutto tace, nessuno parla. Lo facciamo noi con i nostri piccolissimi mezzi, certi purtroppo, che quella di Luca e’ solo l’ennesima storia che quello che ci circonda non cambiera’ mai e che se un cambiamento anche piccolo puo’ avvenire, questo passa solo ed esclusivamente dalla consapevolezza delle persone come noi. Informiamoci, informiamo, poniamoci delle domande e diamoci delle risposte, portiamo questa storia nel nostro posto di lavoro, a scuola, a casa. Qualcosa cambia solo se piu’ persone sono sempre piu’ consapevoli di quello che accade e di quello che le circonda.