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CURVA EST RIMINI “AVETE FATTO UN DESERTO E LO VOLETE CHIAMARE CALCIO”

 

FONTE:Sport People

 

Quello che sta accadendo è francamente schifoso. La serie A, in barba a decine di migliaia di morti, a un’epidemia in corso, all’assenza forzata del pubblico, della gente – la vera sola essenza del calcio – vuole assegnare uno scudetto di cartone infetto dal virus dell’ipocrisia. Il tutto perché i soldi che hanno preso dalle televisioni, come noto, se li sono già spesi; il tutto in deroga alle regole che valgono per il resto del paese, a sancire in maniera plastica ed evidente quanto il calcio ormai sia un mondo a sé dove i tifosi non sono considerati essenziali. E dietro a questa decisione, a caduta, vogliono coinvolgere anche le serie minori, senza considerare che i campionati sono palesemente irregolari, vuotati di ogni sostanza sportiva e anche etica. A seguito di questa decisione, incredibilmente, per una delle solite congiunture storiche negative che caratterizzano la nostra storia, cade anche il Rimini. Con una posizione incredibile, illogica, indifendibile, la Lega Pro sta decidendo di retrocederci in D. Questo perché siamo ultimi e per una sorta di classifica avulsa (o “ponderata”, dicono). Il problema è che il Rimini aveva rifatto la squadra completamente a gennaio, e non si è potuto giocare le sue rinnovate chances nelle 11 partite che mancavano (33 punti in palio!). Il problema è anche che noi dovremmo retrocedere per una classifica “ponderata” e si salverebbe il Fano che è con noi a pari punti, salvo non considerare il non trascurabile dettaglio che noi abbiamo giocato fuori casa a Fano, e la partita di ritorno non è stata disputata. Al di là di questi controsensi (non esiste una classifica ponderata o ponderabile, il campionato è stato cancellato dalla pandemia e non ha senso nulla a questo punto se non il sacrosanto fermarsi del calcio) lo spettacolo che viene offerto è davvero disgustoso, specchio di uno sport depravato che vuol proiettare la ripugnante arroganza della serie A anche sulle categorie minori, dove si vedrà meno calcio, ma spesso più dignità.
Ora, non abbiamo voglia neanche di protestare. Grassi comprensibilmente l’ha fatto, ci stupisce invece il silenzio del sindaco dinnanzi a un tale sopruso: non basta dire che la squadra di calcio è un “patrimonio” della città, bisogna anche dimostrarlo coi fatti e se serve con le parole.
Non abbiamo voglia neanche di protestare perché una retrocessione proclamata in questo modo non ha nessun valore, e anche perché in questo periodo in cui molta gente è in lutto o in ginocchio per cose ben più serie ci sembra fuori luogo.
Vogliamo però esprimere il nostro schifo. Fate schifo. Fa schifo questo calcio. Non meritate un solo grammo della sana passione e dei sacrifici dell’ultimo dei tifosi che avete lasciato fuori dagli stadi per continuare il vostro indegno spettacolo.

 

Curva Est Rimini