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Catania, No Muos: ancora denunce e repressione

 

Ancora denunce per il movimento No Muos. Questa volta è finita nel mirino della repressione la manifestazione tenutasi a Niscemi l’ 1 luglio 2017:
7 persone denunciate, di cui 2 minorenni, accusate di accensioni pericolose, minacce e concorso. A dare la notizia la Comunità Resistente Piazzetta di Catania:

 

ANCORA DENUNCE E REPRESSIONE: QUESTURE, AFFRUNTATIVI!
Nel mondo, lo ribadiamo da sempre e continueremo a farlo, esistono due classi: quella degli oppressi e quella degli oppressori, i poveri e i ricchi, chi non può decidere sulla sua vita e chi può decidere le sorti del mondo.
La storia, quella vera, ci insegna che quando la classe oppressa viene a conoscenza di questa grandissima ingiustizia e si organizza per cambiare, o meglio, per rivoluzionare lo stato delle cose, la classe degli oppressori fa di tutto per impedirlo, attivando assurdi meccanismi di repressione: “corsi e ricorsi storici”.
Oggi, nell’era delle “democrazie”, la repressione bussa alle nostre porte vestita di vergognosa retorica legalitaria, magari accompagnata da due carabinieri.
E’ proprio quello che, per l’ennesima volta, ci è successo: stavolta le persone denunciate sono 7, di cui 2 minorenni, e sono accusate di accensioni pericolose (fumogeni!), minacce e concorso, nella manifestazione tenutasi a Niscemi l’1 Luglio.
La verità è che, quel giorno, queste persone hanno partecipato insieme a molte altre ad un corteo che rivendicava diritti umani e sociali, in un paese devastato ed abbandonato a se stesso, un paese che, come molti altri, ogni giorno vive sulla sua pelle le conseguenze di essere un paese della classe sfruttata.
Quel giorno, a Niscemi, i manifestanti denunciavano la vergognosa assenza di acqua nelle case dei niscemesi, che andava avanti da ben 20 giorni, mentre, banalmente, nella base militare statunitense MUOS (che dista pochi chilometri dal paese) non ne era mai venuta a mancare una goccia.
Questioni di priorità.
Quel giorno, a Niscemi, i manifestanti (con l’appoggio degli abitanti) davano una grande dimostrazione di consapevolezza, di unità e di forza, e questo è il vero motivo per cui, nuovamente, le Questure hanno fatto partire le denunce: per intimorirci, per disgregarci, per farci arretrare e per creare terrore anche all’interno delle nostre famiglie.
Ce ne siamo sentite dire di tutti i colori: “La rivoluzione non è lecita”, oppure: “i più grandi strumentalizzano i minorenni”, ma questi tentativi di lavaggio del cervello non hanno mai funzionato e mai funzioneranno.
Per quanto ci riguarda, sabato torneremo di nuovo a Niscemi tutti insieme (grandi e piccoli, maggiorenni e minorenni!), stavolta per inaugurare una nuova sede del movimento NO MUOS, un nuovo spazio di libertà, si solidarietà e di lotta, attraverso il quale sarà più facile intensificare i rapporti con i niscemesi e, di conseguenza, la lotta contro una base militare mortifera e devastatrice come quella del MUOS.
Possiamo affermare con fermezza che queste azioni intimidatorie non sovrasteranno mai il nostro senso di giustizia, la nostra passione per la libertà e la nostra voglia di cambiare le cose, anzi, ci rendono ancora più uniti e determinati nella lotta giornaliera contro ogni tipo di oppressione.

 

“Un combattente per la libertà impara la dura lezione che è l’oppressore a definire la natura dello scontro, e all’oppresso talvolta non resta altra scelta se non usare metodi che rispecchiano quelli dell’oppressore. A un certo punto, si può solo rispondere al fuoco col fuoco.”

Nelson Mandela