NON C'E' FEDE SENZA LOTTA

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DAVIDE LIBERO











Il “decoro urbano” di Minniti è una caccia ai poveri nelle città

 

FONTE:Contropiano

 

Dopo l’attuazione del Decreto Minniti (1) nei confronti dei migranti con la conseguente decisione di finanziare Stati dove i diritti umani sono quotidianamente violati, e dopo aver stabilito che i migranti non avevano diritto agli stessi gradi di giudizio degli italiani, la lotta contro i poveri e le persone colpite dalla crisi economica,( gli sfrattati, i licenziati, i disoccupati…) è continuata, sempre nel 2017, con l’emanazione di un nuovo Decreto (2) sempre a firma del Ministro dell’interno Minniti che dava facoltà ai sindaci di “normalizzare” le città adottando provvedimenti repressivi sempre contro le fasce deboli colpite dalla crisi sociale ed economica che sta ormai investendo strati di popolazione sempre piu’ vaste.
All’indomani del Decreto sono cominciate le ordinanze da parte dei Sindaci per preservare il Decoro Urbano dei centri storici e la tranquillità delle persone “ricche” e dei turisti portatori di denari non alle città, ma essenzialmente ai commercianti.
Così a Dicembre a Como il Sindaco leghista ha emanato un ordinanza che vietava alla cittadinanza di donare cibo, bevande e vestiti ai poveri , conseguentemente solerti e ossequiosi agenti della Polizia Locale si sono adoperati per impedire ai volontari della Caritas di fornire assistenza agli indigenti della città..
Così come al nord un Sindaco leghista utilizza un decreto del ministro PD Minniti, così a Roma la giunta Cinque stelle si assoggetta tranquillamente all’ordine del governo PD, mandando i gruppi speciali della Polizia Locale a “bonificare” l’area vicino la stazione Termini dalla presenza di senza fissa dimora, leggiamo dal sito della Polizia Locale di Roma Capitale:

 

Comunicato stampa del 4 gennaio 2018

La Polizia Locale bonifica le aree intorno alla stazione Termini

La Polizia Locale, sezione PICS ( Pronto Intervento Centro Storico) del Comando del Corpo, il Gruppo Centro, con il supporto di due autocarri, un’ idropulitrice mobile, una spazzatrice meccanizzata e sei operatori, ha proceduto all’ identificazione ed allontanamento di senza fissa dimora presenti sotto i portici dell’uscita centrale della metro in piazza dei Cinquecento , dei portici di piazza della Repubblica , in via E. Orlando e nei Giardini di Dogali in via L. Einaudi .Tutti i siti, dopo la rimozione di rifiuti e masserizie, sono stati sanificati con il lavaggio e lo spargimento di enzimi. Analoga operazione è stata compiuta da personale della Sezione PICS, con il supporto di Ama , anche questa notte ed ha riguardato le aree di Via Giolitti , Via Marsala e il porticato di piazza Vittorio Emanuele.

 

Come si vede quando si tratta di affrontare le difficoltà di ordine sociale, che le strette regole del pareggio di bilancio hanno imposto, per volere della Troika europea, ad ogni amministrazione locale, finiscono immediatamente le polemiche tra le diverse e opposte componenti politiche.
Sul decoro urbano e sulla lotta contro i poveri tutto l’arco parlamentare si ritrova d’accordo e senza alcuna forma di dissenso procedono nell’attuare le drammatiche politiche liberticide e distruttive delle classi sociali più deboli.
Da questa impostazione registriamo, con rammarico, che neanche la nuova formazione di “sinistra”, Liberi e Uguali, che vanta comunque ben 85 parlamentari tra senato e camera dei deputati, pur votando contro i provvedimenti, abbia avuto il coraggio, o quantomeno il ritegno di alzare la voce su provvedimenti che motivati pretestuosamente da motivi di sicurezza nazionale, stanno via via diminuendo costantemente gli spazi di democrazia individuale e collettiva nel nostro paese.
E così ciò che sta accadendo quotidianamente nelle nostre città, indipendentemente da chi le governa è una crescente criminalizzazione della povertà, vista come elemento di disturbo all’ordine ed alla legalità delle classi ricche.
Per reagire a tutto questo occorrerebbe una forte reazione della parte democratica del nostro paese, non bastano le timide critiche espresse da singoli giornalisti o singoli giuristi che hanno giustamente rilevato possibili elementi di incostituzionalità di tali decreti, sarebbe necessario l’apertura di un serio confronto tra parti sociali, organizzazioni politiche, associazionismo di base, intellettuali ed artisti democratici per contrastare con maggiore forza la deriva antidemocratica del nostro paese.

 

Stefano Giannandrea De Angelis