NON C'E' FEDE SENZA LOTTA

26 MARZO 2000

LA GENESI DELLA REPRESSIONE

NOI DA NOVE ANNI CONOSCIAMO LA VERITA'!

laboratoridirepressione

SPEZIALELIBERO

DAVIDE LIBERO











NERO SU BIANCO

 

Tratto da "NON C'E' FEDE SENZA LOTTA" n°140

 

La necessita’ di mettere nero su bianco i nostri pensieri appartiene alla nostra storia. Una storia che ci ha insegnato che la crescita collettiva puo’ avvenire solo attraverso la condivisione dei pensieri stessi. Questi fogli, che dopo due anni tornano tra le vostre mani, hanno sempre rappresentato il modo per costruire un comune sentire, attraverso il quale si giunge all’essere. Cio’ che siamo e rappresentiamo negli stadi e nelle strade. La repressione che ci e’ cresciuta attorno e che non ci abbandona da trent’anni a questa parte, ha fatto si’ che tanti ragazzi, pur continuando ad impegnare la quotidianita’ dei propri pensieri e del proprio tempo al movimento Ultras di questa citta’, la domenica non possono o non hanno potuto mettere piede, sui gradoni di questa curva e degli stadi dove il diavolo scende in campo. E questi fogli hanno rappresentato la loro voce, il messaggio da mandare a chi non sa di quale privilegio e’ investito nel poter essere qui, su questi gradoni e rappresentare qualcosa che vale piu’ di qualsiasi partita di calcio. Un qualcosa che profuma di ORGOGLIO - APPARTENENZA - TERAMANITA’.
La necessita’ di mettere nero su bianco i nostri pensieri accresce oggi, ancor di piu’ nelle consapevolezze che accrescono con il tempo, che solo confrontandosi con esperienze diverse da quelle di ognuno si allarga il proprio modo di vedere le cose e attraverso questa estensione mentale possiamo trovare insieme quel sentiero che ha fatto si’ che siamo ancora qui a proseguire una storia ultratrentennale, chi puo’ esserci e chi no, vecchi e giovani con la stessa voglia di continuare a scrivere insieme la storia della Curva Est di Teramo.
Nei momenti piu’ difficili che inevitabilmente, come nella vita, si attraversano nell’arco di una singola partita o di un’intera stagione cerchiamo le motivazioni dentro quel vissuto, che qui adesso rappresentiamo, non pensiamo a cosa ci aspettiamo da chi va in campo, ma rendiamoci tutti consapevoli che la nostra appartenenza e il nostro essere teramani e qualcosa che vive e vivra’ al di la’ di dove la palla in campo rimbalza. La nostra vittoria o sconfitta, al di la’ di cio’ che fa la squadra in campo, passa dai gradoni di questo settore, solo allora saremo davvero in grado di pretendere qualcosa da chi va in campo, ma solo dopo che noi avremo dato tutto, ogni singolo, come un corpo collettivo senza inutili personalismi, consapevole di quale storia rappresenta, quella della Curva Est e dei suoi Ultras.